COSE DA VEDERE:


Ferentillo

ferentillo

La perla della Valnerina Ferentillo


Tenacemente aggrappato alla costa del fiume Nera lungo il quale si sviluppa per 70 kmq. il territoro di Ferentillo (260 m s.l.m.) conserva ancora oggi le affascinanti atmosfere dell'antico borgo medievale che si fonde in un solo corpo con la natura incontaminata.
La valle del Nera (Valnerina) che fino ai pressi di Ferentillo ha prevalentemente l'aspetto di una gola, qui cambia conformazione e diviene una valle, con una maggiore estensione delle superfici pianeggianti. Le ultime due cime, che segnano il punto di tale transizione, come delle colonne d'Ercole, sono il Monte (813 m) ad ovest ed il Monte S. Angelo (945 m) ad est, altrimenti noto come lo Scoglio di Mezzogiorno. Il territorio circostante è prevalentemente occupato da boschi, torrenti, altipiani, pascoli e cime molto elevate come il Monte Aspra (1652 m), la Cima del Carpellone (1446 m), Monte Petano (1262 m) e il Monte Solenne (1286 m). I nuclei abitativi situati su terrazzi, speroni, propaggini che interrompono l'acclività dei versanti e dove sorgono sorgenti naturali di acqua, risultavano ben difesi grazie soprattutto alle difese naturali e ad un complesso sistema di comunicazioni tramite torri (rocche) che si snodano lungo tutto il territorio. Alla luce di tali considerazioni, viene da sé comprendere l'importanza strategica che il sito ha avuto in passato, ulteriormente sottolineata dalla presenza della Abbazia di San Pietro in Valle espressione unica di arte Longobarda e dell'attività benedettina ed eremitica che solo questa valle riesce a contemplare.

Mummie di Ferentillo :
Le Mummie di Ferentillo sono un fenomeno particolarissimo di interesse nazionale ed internazionale. Infatti, i visitatori provengono da tutta l'Europa. Si tratta di una realtà unica nel suo genere, se in Italia è possibile trovare delle mummie non è certo possibile trovarne di questo tipo. Il fenomeno della mummificazione è del tutto naturale, dovuto a dei particolari microrganismi presenti nella terra ove si trovano, e alle particolari condizioni climatiche. In alcune si possono ancora scorgere i peli della barba o dei baffi, in altre le piaghe segno della malattia che ne ha causato il decesso. Le mummie sono sistemate in apposite vetrine. Due di esse conservano tracce di abbigliamento.

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Abbazia di San Pietro in Valle



L'Abbazia fu edificata nell'VIII sec. da Faroaldo II duca di Spoleto, il quale si fece monaco, morì e fu sepolto nella Chiesa abbaziale che da allora divenne il Mausoleo dei duchi longobardi.

Passata sotto la proprietà del Comune di Spoleto, e semidistrutta dai Saraceni, l'Abbazia venne riedificata tra il X e XI sec.
Essa ebbe un esteso patrimonio territoriale ed una grande influenza sulla vita del territorio ad essa assogettato fino agli inizi del XIV sec., quando fu affidata al Capitolo Lateranense.
Successivamente fu curata dalla famiglia Cybo e ancora dopo dalla famiglia Ancajani che ne furono abati e curatori dei restauri.
Nel 1890 Decio Ancajani riscattò l'Abbazia che passò quindi in mano private.
Nel 1917 l'ultima discendente degli Ancajani cedette la Chiesa al parroco di Ferentillo e vendette il convento ad Ermete Costanzi. La fam. Costanzi è l'attuale proprietaria e ha curato la recente ristrutturazione terminata nel 1998.
La Chiesa è ad una sola navata con soffitto a capriate. Fu compiuta in due epoche differenti: un primo nucleo è di età longobarda (VIII sec.) e successivamente fu portata a compimento in età romanica (XII sec.) assumendo l'attuale fisionomia.
La navata presenta le pareti affrescate da un ignoto maestro di scuola umbra con affreschi pregiotteschi risalenti alla fine del XII sec. rappresentanti scene del Vecchio e Nuovo Testamento.
In anticipo su tutta la pittura medioevale italiana questi affreschi abbandonano per la prima volta la staticità bizantina a favore della prospettiva e del plasticismo.
Altri affreschi più tardi, datati XIV e XV sec. completano le decorazioni di navata ed abside.
Le testimonianze di epoca romana più importanti conservate nella Chiesa di San Pietro in Valle sono i 5 sarcofagi:
-       di Amore e Psiche (ultimo quarto del III sec)
-       di Faroaldo II (II sec.) che si dice accolga le spoglie del duca longobardo fondatore dell'Abbazia
-       dei Santi Giovanni e Lazzaro (IV sec.)
-       di Psiche su tre barche (III sec.)con scene di caccia

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Cascata delle Marmore



La Cascata delle Marmore, una delle più spettacolari mete turistiche di Terni, è situata nell’area protetta del Parco Fluviale del Nera, un’area di notevole pregio ambientale, di grande impatto naturalistico e scenografico.

La Cascata risale al 271 a.C., ed è una formidabile opera d'ingegneria romana che servì a favorire il deflusso delle acque del Velino, responsabili di frequenti e disastrose inondazioni e della trasformazione di vaste estensioni di terra in malsane paludi. In epoche successive e fino al Rinascimento, vennero compiuti ulteriori lavori di perfezionamento fino all’assetto attuale.
Con il suo spettacolare salto di 165 metri, nel sottostante fiume Nera, è considerata la più alta cascata d’Europa.
All’interno dell’area turistico - escursionistica della Cascata delle Marmore è possibile percorrere 6 sentieri tracciati e segnalati che permettono al visitatore di osservare la Cascata da punti di vista panoramici di suggestiva bellezza.
L'emozione del contatto diretto con la natura si può sperimentare anche attraverso la pratica di diversi sport come rafting, canoa, kayak.
A seguire, la tabella relativa sia agli orari di apertura dell’area turistico – escursionistica della Cascata sia agli orari di rilascio dell’acqua.

 

FERIALI

SABATO

DOMENICA
FESTIVI


 Gennaio*

 

 

 

 Apertura area

 -

11.00-17.00 

11.00-17.00

 Rilascio acqua

 -

12.00-13.00
15.00-16.00


12.00-13.00
15.00-16.00


 Febbraio

 

 

 

 Apertura area

11.00-17.00

10.00-18.00

10.00-18.00

 

 

 

 

 Rilascio acqua

 -

11.00-13.00
15.00-17.00


11.00-13.00
15.00-17.00


 Marzo

 

 

 

 Apertura area

10.00-18.00

10.00-22.00

10.00-22.00

 Rilascio acqua

12.00-13.00
16.00-17.00


11.00-13.00
16.00-21.00


11.00-13.00
16.00-21.00


 Aprile

 

 

 

 Apertura area

10.00-19.00 

09.00-22.00 

09.00-22.00

 Rilascio acqua

12.00-13.00 
16.00-17.00


10.00-13.00
16.00-21.00


10.00-13.00
16.00-21.00


 Maggio

 

 

 

 Apertura area

10.00-19.00

09.00-22.00

09.00-22.00

 Rilascio acqua

12.00-13.00
16.00-17.00


10.00-13.00
15.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


 Giugno

 

 

 

 Apertura area

10.00-22.00

09.00-22.00

09.00-22.00

 Rilascio acqua

11.00-13.00
16.00-18.00
21.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


 Luglio

 

 

 

 Apertura area

10.00-22.00

09.00-22.00

09.00-22.00

 Rilascio acqua

11.00-13.00
16.00-18.00
21.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


 Agosto

 

 

 

 Apertura area

10.00-22.00

09.00-22.00

09.00-22.00

 Rilascio acqua

11.00-13.00
16.00-18.00
21.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


10.00-13.00
15.00-22.00


 Settembre

 

 

 

 Apertura area

10.00-22.00

09.00-22.00

09.00-22.00

 Rilascio acqua

12.00-13.00
16.00-17.00
20.00-21.00


10.00-13.00
15.00-21.00


10.00-13.00
15.00-21.00


 Ottobre

 

 

 

 Apertura area

10.00-18.00

10.00-20.00

09.00-20.00

 Rilascio acqua

solo venerdì
15.00-17.00


11.00-13.00
15.00-19.00


11.00-13.00
15.00-19.00


 Novembre

 

 

 

 Apertura area

11.00-17.00

11.00-17.00

11.00-17.00

 Rilascio acqua

 -

12.00-13.00
15.00-16.00


12.00-13.00
15.00-16.00


 Dicembre*

 

 

 

 Apertura area

11.00-17.00

11.00-17.00

11.00-17.00

 Rilascio acqua

-

12.00-13.00
15.00-16.00


12.00-13.00
15.00-16.00


 

 * Nei mesi di dicembre e gennaio la zona escursionistica (sentieri n.1, n.2 e n.3) è chiusa per ragioni climatico-ambientali. In questo periodo è comunque possibile accedere al Belvedere inferiore (piazzale Byron), al Belvedere superiore ed ai sentieri n.4 (Belvedere Pennarossa) e n.5
Oltre alle domeniche sono festivi i seguenti giorni: 1° e 6 gennaio - 14 febbraio - lunedì di Pasqua - 25 aprile - 1° e 22 maggio - 2 giugno - 15 e 16 agosto - 4 ottobre - 1° novembre - 8, 25 e 26 dicembre.

Biglietto intero: € 8,00

Biglietto ridotto: € 5,00

- età oltre 70 anni
- bambini 6-12 anni
- gruppi organizzati (compresi meeting, congressi e simili). Ulteriori agevolazioni: una gratuità ogni 15 biglietti acquistati e ingresso gratuito per accompagnatore e/o guida e autista

Biglietto scuole: € 3,00

Ulteriori agevolazioni: una gratuità ogni 10 biglietti acquistati e ingresso gratuito per insegnanti/accompagnatori (max 2 per classe) e autista

Biglietto gratuito

- bambini da 0 a 5 anni
- residenti nel Comune di Terni
- disabili + accompagnatore
- visitatori ospiti del Comune di Terni, Provincia di Terni e Comunità Montana; in questi casi le richieste dovranno essere effettuate dagli Enti interessati e fatte pervenire al soggetto gestore

Il pagamento del biglietto d’ingresso dà diritto ai visitatori ad usufruire dei seguenti servizi:
- visita del Parco (Belvedere Inferiore, Belvedere Superiore e 5 sentieri escursionistici)
- assistenza nel Parco e nell’Area Escursionistica
- fruizione dei parcheggi, presso il Belvedere Inferiore e Superiore, a servizio del Parco
- fruizione,
in alcuni giorni dell'anno previsti dal regolamento, del servizio di bus-navetta che collega il parcheggio del Belvedere Inferiore a quello del Belvedere Superiore e viceversa. Il servizio viene effettuato secondo gli orari esposti in biglietteria.

Il pagamento del biglietto dà diritto, nella stessa giornata in cui viene rilasciato, ad effettuare un doppio ingresso, ovvero accedere al
Belvedere Inferiore e al Belvedere Superiore della Cascata previo trasferimento con mezzo proprio o con la navetta

I visitatori sono tenuti al rispetto delle prescrizioni riportate nella segnaletica, indicante le norme comportamentali e di sicurezza, installata all’interno dell’area. L’inottemperanza alle suddette prescrizioni esimerà il soggetto gestore e gli Enti affidatari da qualsiasi responsabilità in ordine ad eventuali incidenti e/o danni conseguenti all’inottemperanza stessa, di cui l’interessato dovrà farsi completamente carico in qualsiasi altra sede.

Inoltre, i visitatori sono pregati di evitare qualsiasi comportamento che possa produrre danneggiamenti alle strutture, infrastrutture, attrezzature, impianti, essenze arboree, arbustive e floreali presenti nell’area, nonché l’asporto di qualsiasi materiale raccolto all’interno dell’area stessa.


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Lago di Piediluco


piediluco
Lago di Piediluco ….ai piedi del bosco sacro

Un tempo si chiamava "lacus velinus" l'irregolare specchio d'acqua totalmente immerso nella vegetazione umbra o meglio del Bosco sacro, visto che l'attuale nome "Piediluco" significa proprio ai piedi del bosco sacro. Il panorama di Piediluco, secondo lago dell'Umbria è caratterizzato dalle basse casette colorate una addossata all'altra, separate solamente dalle strette viuzze che in verticale percorrono l'antico borgo formatosi in epoca medievale.
Il lago che per la sua forma così "scomposta" ricorda quelli alpini, ha una superficie di 1,53 kmq, un perimetro di 17 km, una lunghezza nel suo braccio più esteso, di 2,5 km. Uno dei simboli naturali del bacino lacustre è la superba montagna dell'Eco che deve il suo nome alla sua capacità di rimandare un'eco composta di ben due endecasillabi! Alle spalle del paese domina la Rocca dell'XI secolo, che anche se ridotta ormai in un rudere ricorda ancora la superbia e l'imponenza di un tempo. La sua posizione strategica ne fece infatti un importante punto di difesa per il territorio sottostante e per gran parte della sabina tanto da essere spesso oggetto di contese tra i signori dei centri limitrofi.

Un ricordo per la visita del Santo di Assisi
Da visitare la Chiesa dedicata a San Francesco, dove nel 1217 vi sostò il poverello di Assisi, da cui si accede attraverso una singolare, ripida scalinata in pietra. La costruzione fu iniziata alla fine del XIII secolo fu terminata da Pietro Damiani di Assisi nel 1338, in ricordo della visita del Santo a Piediluco.
La lunetta del portale della chiesa, che riporta scolpiti nella pietra scene ed oggetti legati alla pesca, ricorda il nesso fortissimo tra il paese e il suo lago ed ha il significato di un ringraziamento della ricchezza offerta dalle acque. L'interno è costituito da una sola navata con sei grandi archi trasversali. Numerose sono le opere che ornano la chiesa , tra le altre la statua di San Giovanni Battista e quella di Santa Caterina d'Alessandria, gli affreschi raffiguranti Santi Francescani, un Crocefisso del '400 a cui è legata la Festa del Buon Gesù del 14 gennaio.
Il lago, sede della FIC (Federazione Italiana Canottaggio) ospita manifestazioni di canottaggio di carattere mondiale, fra cui il Memorial D'Aloja ed è un frequentato centro turistico.


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Terni



Fondata dagli Umbri-Sabini nel 672 a.C., fu conquistata dai Romani che la promossero a Municipio con il nome di Interamna Nahars, del quale restano segni nelle possenti mura e nel grande anfiteatro vicino al Duomo.

Prima della caduta dell’Impero Romano, Terni godette di una fase di sviluppo e di prosperità durante il quale furono intraprese le opere di bonifica delle aree paludose con un conseguente e straordinario sviluppo dell’agricoltura.
Nel 546, divenuta cristiana per opera del suo protettore e vescovo Valentino (il protettore degli innamorati), venne assalita e distrutta da Totila.
Si successero nel tempo le invasioni dei Bizantini e dei Longobardi.
Assoggettata da Federico Barbarossa nel 1159, entrò nella diatriba tra Papato ed Impero.  
Fece successivamente parte dello Stato Pontificio fino al 1860 quando venne annessa al Regno d'Italia.
Il Duomo della città, dedicato a Santa Maria Assunta, è stato ricostruito nel XVII secolo e conserva, sotto il portico che lo precede, un bel portale romanico a rilievi (XII secolo) e un secondo portale gotico.
Nell'interno, diviso in tre ampie navate, troviamo un'interessante Presentazione al Tempio di L. Agresti del 1569 e un'Immacolata Concezione di scuola fiamminga;sotto la crociera si trova l'antica cripta a tre navate con abside.
Di fronte al Duomo sorge il Palazzo Bianchini-Riccardi del XVI secolo, con portale a bugnato, una fascia di gigli araldici e un bellissimo fregio a rilievo nel coronamento.

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Carsulae



La città romana di Carsulae è uno dei siti archeologici più importanti e spettacolari dell’Umbria.

L’area, situata in buona parte nel territorio comunale di Terni, sorge su un pianoro ai piedi dei Monti Martani. La sua integrità, non alterata da sovrapposizioni di culture successive, consente una lettura nitida dell’impianto urbano e degli edifici. La via Flaminia, tracciata tra il 220 e il 219 a.C. attraversa la città da nord a sud conservando intatta la sua pavimentazione, ed insieme al paesaggio incontaminato, compone un quadro di singolare suggestione.
Tra i monumenti, oltre al bellissimo tratto della Flaminia, vanno ricordati i due templi gemelli, l’anfiteatro, il teatro, l’arco di San Damiano e le tombe monumentali.
Sulla piazza si affacciano tutti i suoi principali palazzi:

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Norcia



Norcia fu fondata dai Sabini a ridosso dei Monti Sibillini. Secondo gli storici il territorio fu abitato sin dal neolitico, ma le prime testimonianze sulla continuità dell'insediamento risalgono al secolo VIII a.C. Si sviluppò alla fine del sec. V a.C. e il suo nome deriva dall'Etrusco Norsia (Dea etrusca della fortuna).
Una seconda teoria vuole, invece, che il nome tragga origine da Urso, antico edificatore della città. L'antica Nursia fu celebrata da Livio, Plutarco e Virgilio; quest'ultimo, nell'Eneide, citò il condottiero dei Nursini, Ufente, a fianco di Turno nella lotta contro Enea. Fu ricordata per la prima volta nel 205 a.C., quando offrì a Scipione, alleandosi a Roma, alcuni volontari assieme alle città di Rieti e di Amiternum, durante la seconda guerra punica. Nel II secolo a.C. Norcia fu eretta a Prefettura e poi a Municipio Romano nella IV Regione Sabina.
A ridosso delle mura di cinta completamente intatte della cittadina di Norcia sorgono le “Marcite”, zone in cui l'acqua, raccolta e redistribuita attraverso un razionale sistema di canali inventato dai monaci Benedettini verso il 400-500, allaga in maniera continuativa e controllata per lunghi periodi dell'anno ampie zone di terreno, consentendo la raccolta di un fieno abbondante.
Norcia è schematicamente divisa in due dalla direttrice che da porta Romana (zona di parcheggio per chi arriva dall'Umbria) attraverso il Corso Sertorio giunge a piazza San Benedetto per poi proseguire lungo via Roma fino alla porta Ascolana (zona di parcheggio per chi giunge dalle Marche).
Lungo questa direttrice (che altro non è che l'antico Decumano Massimo romano) c'è piazza San Benedetto: il cuore di Norcia.


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Cascia

cascia

La cittadina di Cascia sorge a 563 m. sul livello del mare, in prossimità del fiume Corno.
Cascia ha una storia millenaria i cui segni, fortemente impressi nel suo territorio, sono inoltre riccamente illustrati da reperti archeologici, testimonianze epigrafiche, documenti d'archivio, monumenti e oggetti di valore storico-artistico.
L'origine è sicuramente da far risalire a qualche secolo prima della fondazione di Roma, nel periodo in cui questo territorio era abitato da popolazioni italiche dedite per lo più alla pastorizia e che, seguendo antichissime vie di transumanza, vennero in contatto ed in parte contribuirono alla formazione della nascente civiltà romana. La testimonianza più importante ed imponente di questo periodo arcaico è lo splendido tempio di Villa S. Silvestro, mentre molti altri reperti archeologici sono conservati nel Museo di Palazzo Santi, a Cascia, ed in altri musei italiani e stranieri.
Nel parlare di Cascia non si può non citare Santa Rita; la suora, beatificata nel 1900, visse tra il 1381 e il 1457. Oggi la Santa, conosciuta come dispensatrice di grazie, è venerata in tutto il mondo e moltissima gente si reca ogni anno in pellegrinaggio durante le celebrazioni ritiane al Santuario a lei consacrato.

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Spoleto

spoleto

Spoleto, città antichissima, sorge ai piedi del Monteluco, luogo di antichi eremi. Fu un florido municipio romano i cui segni sono ancora evidenti nell'Arco di Druso e Germanico (23 d.C.), nel Teatro Romano (I sec. d.C.) e nella Casa Romana. Dal IV secolo divenne sede episcopale sviluppando una solida organizzazione ecclesiastica. La città, svolse, poi, un ruolo politico fondamentale, poco dopo l'arrivo dei Longobardi in Italia Faroaldo costituì il Ducato longobardo di Spoleto. Il Ducato dell'Italia centrale con capitale a Spoleto rimase largamente indipendente fino al 729 d.C., quando si assoggettò al re longobardo.
La Città di Spoleto ed il suo territorio presentano una stratificazione di testimonianze del millenario evolversi della natura, della società umana e del rapporto tra questa e l'ambiente, in una parola della Cultura.
Se ne infatuarono "turisti" d'eccezione come Michelangelo Buonarroti che al Vasari scriveva "Ho avuto piacere nelle montagne di spoleto a visitare quei romiti di modo che io son tornato men che mezzo a Roma perché veramente non si trova pace se non nei boschi".
Giosuè Carducci, prima, e Gabriele D'Annunzio, poi, utilizzarono la loro poesia per decantare le bellezze del paesaggio spoletino.
Pittori come l'inglese William Turner, l'americano Edward Peticolas o il danese Johan Ludvig Lund schizzarono nei loro taccuini pregevoli paesaggi e vedute della città.
Il romanziere francese Stendhal espresse grande ammirazione per "la passeggiata", il tratto di strada, oggi Viale Matteotti, che dal centro storico si insinua tra il verde dei colli circostanti.
Spoleto ed, in particolar modo, il Ponte delle Torri ispirarono lo scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe, in una delle pagine più belle del suo Viaggio in Italia.

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Spello



È città situata sull'estremo declivio del monte Subasio, sopra un'affluente di destra del Topino, a 219 m. sul livello del mare.

Dista 4 Km. da Foligno, e 35 da Perugia.
Sul monte Subasio esistono le famose carceri di S. Francesco e una cava di pietra litografica nelle, quale sono occupate larghe maestranze operare. Il terreno, fertilissimo, si estende in monte, in colle e in piano, ed è coltivato a cereali, viti, olivi, e pingui pascoli dove si alleva numerose bestiame. È attraversato dalla strada provinciale che unisce la città a Perugia e Foligno.
Vi si tengono fiorenti mercati settimanali e si fa esportazione di olio, grano e vino. Antichissima è la origine storica di SPELLO che secondo gli storici più accreditati si vuole sia stata fondata dagli Umbri. Fu denominata "Hispellum" dal romani che la fecero Municipio e la scrissero alla tribú Lemonia.
Fu dichiarata da Cesare COLONIA GIULIA e più tardi fu chiamata città Flavia Costante da Costantino. Altri sostengono invece che così fosse appellata da Flavio Vespasiano, ritenendo la voce Constanz come lieto d'onore. Sulla piazza maggiore venne eretto il Palazzo Comunale che bella mostra fa si antiche memorie spellane, come urne, busti, e iscrizioni. Le chiese di SPELLO sono notevoli per eleganza dì architettura la Collegiata, che è il Tempio più antico, s'intitola S. Maria Maggiore ed è ricca di preziosi dipinti del Perugino e del Pinturicchio.

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Montefalco



Per la sua incantevole posizione geografica, sul vertice di un ameno colle (473 mt.), che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere, la città è stata definita "Ringhiera dell'Umbria".
Celebre altresì per gli affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra. Inoltre i suoi santuari rappresentano, nel turismo religioso, una tappa importante, ancora quasi tutta da scoprire, della spiritualità umbra. Montefalco fu centro abitato fin dalla più remota antichità. Probabile 'pago' rurale, conserva memoria in una rara epigrafe del 'marone' (magistrato tipico degli antichi umbri). Durante il periodo romano il colle si popolò di ville patrizie, di cui permane il ricordo nei toponimi: Assegnano, Camiano, Colverano, Rignano, Satriano, Vecciano. Numerosi resti epigrafi e scultorei (Museo Comunale, Chiostro di San Fortunato) testimoniano, nonostante le molte dispersioni, il periodo più antico e meno noto.
Montefalco offre al turista un vasto panorama di eccellenze territoriali che comprende vino,olio di oliva, formaggi, salumi, pane e pasta,ma anche frutta e verdura selezionata con la pazienza e l'amore per la terra che da sempre caratterizzano i montefalchesi. Anche l'artigianato locale riserva piacevoli sorprese agli appassionati di lavorazioni particolari come i tessuti di Montefalco ispirati ai disegni della tradizione. Montefalco “Città dell’Olio” è conosciuta anche per l’ottimo olio che ha recentemente ricevuto la denominazione DOP. Di intenso colore giallo-verde e di sapore amabilmente fruttato, l'olio d'oliva trae dalla conformazione geologica dei colli su cui la sua pianta trova habitat ideale, spiccate qualità organolettiche. Accanto all'olio, il miele, prodotto di assoluta genuinità, frutto della cura solerte degli apicoltori locali che di questa arcaica attività continuano con competenza e passione la tradizione.

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Assisi



Assisi è cittadina umbra in provincia di Perugia, rimasta medioevale, intatta per secoli. Essa e ancora protetta da una robusta cinta muraria - che s’inerpica sullo sperone occidentale del Monte Subasio - ed è dominata dalla mole della Rocca Maggiore e della grande Basilica di San Francesco. Alla costruzione di Assisi, alla sua storia e ai suoi grandi personaggi, hanno posto mano Terra e Cielo. In effetti, è quest’anello duale che rende Assisi un luogo magico, indimenticabile, unico al mondo.

Al visitatore che percorre la Valle Umbra, la città appare da lontano come un quadro costellato di chiese, campanili e case, incorniciato di mura possenti: questa è l’opera della Terra, dell’uomo, che qui ha voluto lasciare segni inconfondibili, profondi ed eterni. Ma ancor prima di entrare in città, prima di attraversare l’antica porta di San Francesco d'Assisi, si sente nell’aria la presenza, la mano del Cielo, quel tocco impalpabile e magico dello spirito che permea alberi e rocce, strade e piazze, costruzioni e giardini, pozzi e fontane, tutto. Ad Assisi, la dolce alchimia che risale ai primi anni del XIII secolo, a Francesco e a Chiara, rasserena il cuore e lo sguardo, induce al trascendente e trasporta in alto, verso i mondi lontani della Luce, del Pensiero, della Fede e della Poesia. Ad Assisi - non solo nei luoghi del sacro - continuano a risuonare i versi del Cantico delle Creature, con cui San Francesco s’immergeva nella Natura e ringraziava il Creatore. Assisi non è solo una città: Assisi è San Francesco, Assisi è un’esperienza.
Come si è detto, la città conserva gelosamente intatta la sua struttura medievale, anche se nei vicoli, nelle piazze e nei monumenti, spuntano qua e là i resti dell'antico municipium romano. Qui architetti, artigiani del legno e del ferro, scultori, artisti di ogni genere hanno lasciato l’impronta, dando ad Assisi un volto unico. Qui, davanti alla bellezza delle linee e alla purezza della pietra, sembra che il tempo si sia fermato: qui il Medioevo è sovrano.
La viabilità è propria di una cittadina del Duecento, arroccata alle pendici di un monte.
Assisi non solo ha un'importante storia artistica e culturale, come testimoniano il Palazzo dei Priori e la Pinacoteca Comunale, ma è da sempre meta di pellegrinaggio del mondo cristiano. Numerosissime sono le basiliche, tra le quali primeggia la Basilica di San Francesco, suddivisa nella Basilica Superiore - interamente affrescata tra il XIII ed il XIV secolo, e in cui è custodito il giottesco Ciclo della Vita di San Francesco - e la Basilica Inferiore. Importanti e frequentate sono anche la Basilica di Santa Chiara, la Chiesa di San Damiano, dove avvenne la conversione di San Francesco e la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Quest’ultima ospita all’interno la Porziuncola, il luogo dove San Francesco accolse la sua prima comunità religiosa, e la Cappella del Transito, dove il Santo morì nel 1226.

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Perugia



Il centro storico di Perugia si estende sul colle e sulle sue diramazioni con stradette di impianto medievale, tortuose e ripide (tranne le principali, come il corso Vannucci, parallele ai crinali); è formato da un nucleo più elevato e antico, stretto fra le mura etrusche in discreta parte conservate, e da un'espansione trecentesca, fra le mura (iniziate nel 1321) che si spingono sui crinali. Ambedue le cerchie racchiudono monumenti di grande importanza storico-artistica, fra i quali il gotico Palazzo dei Priori (1293-1443), dove sono situate la Sala dei Notari (affrescata nel Trecento), il Collegio della Mercanzia (con rivestimenti lignei del Quattrocento), il Collegio del Cambio, che conserva affreschi del Perugino, e la Galleria nazionale dell'Umbria, che raccoglie opere del XIII-XVIII secolo, fra cui quelle di Duccio di Buoninsegna, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Piero della Francesca e Perugino; la Fontana Maggiore (1278), di Nicola e Giovanni Pisano, con bassorilievi e piccole statue, che si trova sulla bella piazza IV Novembre, dove s'affaccia il fianco sud della Cattedrale, incompiuta, del XIV-XVI secolo, con l'attiguo Museo capitolare.

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